domenica 19 marzo 2017

Mons. Fellay fa delle precisazioni sulle relazioni della Fraternità San Pio X con Roma






Polonia: Mons. Fellay fa delle precisazioni
sulle relazioni della Fraternità San Pio X con Roma

Resoconto dell'omelia pronunciata il 3 marzo 2017



pubblicato il 17 marzo su DICI, agenzia di informazione della Fraternità



Durante l'omelia della Messa celebrata in Polonia il 3 marzo 2017, Mons. Bernard Fellay, Superiore generale della Fraternità San Pio X, è ritornato sulle voci circa un’acquisizione immobiliare a Roma. E le ha smentite, prima di fare delle precisazioni sul progetto di prelatura personale proposto alla Fraternità San Pio X nell’estate del 2015. Come aveva già detto nel corso dell’intervista a Radio Courtoisie del 26 gennaio 2017, tale struttura canonica corrisponde ai bisogni e all’apostolato della Fraternità nel mondo.

Mons. Fellay ha dichiarato che la proposta scritta inviata da Roma alla Fraternità prevede che il prelato a capo di questa nuova struttura canonica dovrà essere un vescovo. Come verrà designato? Il Papa sceglierebbe fra tre nomi (la terna) presentati dalla Fraternità. E’ anche previsto che vengano accordati alla Fraternità altri vescovi ausiliari.

E il Superiore generale ha aggiunto: «Tutto ciò che esiste adesso sarà riconosciuto in tutto il mondo. Anche i fedeli. Essi faranno parte di questa prelatura col diritto di ricevere i sacramenti e gli insegnamenti dai sacerdoti della Fraternità. Sarà anche possibile accogliere delle congregazioni religiose, come in una diocesi: cappuccini, benedettini, carmelitani e altri… Questa prelatura è una struttura che non sarà sotto l’autorità dei vescovi locali. Sarà autonoma.»

Tuttavia, secondo Mons. Fellay, vi è uno sviluppo ancora più importante e interessante di questo progetto di struttura canonica: un cambiamento che si è prodotto all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede. La Fraternità San Pio X potrà mantenere le sue obiezioni contro la libertà religiosa, l’ecumenismo e la nuova Messa. Queste funeste conseguenze del Concilio non sono più considerate come vincolanti o come condizioni necessarie per essere riconosciuti interamente cattolici.

Mons. Fellay allude qui alle dichiarazioni di Mons. Guido Pozzo sull’accettazione del concilio Vaticano II, cosa che secondo lui non è più un criterio di cattolicità. Questo stesso punto di vista è stato ribadito dai vescovi che hanno visitato i seminari della Fraternità San Pio X nel 2015, in base a quanto era stato convenuto nella riunione del 2014 con il cardinale Müller.
Nella sua omelia, il Superiore generale ha affermato sull’argomento: «nelle discussioni che abbiamo avuto con i vescovi inviati da Roma, essi ci hanno detto che queste questioni sono delle questioni aperte

Perché Roma è cambiata su questo punto? Mons. Fellay ritiene che la cosa sia dovuta alla gravità della situazione nella Chiesa e al vero caos che vi regna. Egli ha chiarito le sue affermazioni riferendo le parole del cardinale Gerhard Ludwig Müller, che ha chiesto alla Fraternità San Pio X di unirsi a lui nella lotta contro i modernisti. Ma al tempo stesso, la Congregazione per i religiosi ritiene che la Fraternità sia sempre scismatica, mentre invece Papa Francesco dice che essa è cattolica. Ed ha aggiunto: «Vi sono molte contraddizioni, vi è una lotta tra vescovi, tra cardinali, una situazione nuova… Roma non è più unita, ma divisa. A tal punto che certuni ritengono che le cose sono andate troppo oltre. E ci dicono: “voi dovete fare qualcosa, dovete resistere”

Mons. Fellay ha parlato anche del sostegno e delle lettere che ha ricevuto da parte di vescovi, come aveva già fatto nella sua intervista a Radio Courtoisie. A proposito di altri vescovi, ha detto: «Ve ne sono che parlano, che resistono, noi non siamo soli.». Secondo lui: «è iniziata nella Chiesa tutta un’opera di rinnovamento».

Al tempo stesso, Mons. Fellay non è cieco: «Questo non significa che noi dobbiamo precipitarci, noi dobbiamo procedere con una grande prudenza e assicurare il nostro avvenire mettendoci in condizione di impedire ogni possibilità di trabocchetto. Di conseguenza, in una tale situazione, noi non ci precipitiamo

Mons. Fellay ha parlato anche dell’interesse paradossale che Papa Francesco ha per la Fraternità San Pio X: «Un papa che non si cura della dottrina, che guarda alle persone e che ci conosce dall’Argentina. Egli ha apprezzato il lavoro che abbiamo fatto là. E per questo ha delle buone disposizioni nei nostri confronti, mentre al tempo stesso è contro il conservatorismo. E’ come una contraddizione. Ma io ho potuto constatare a più riprese che egli è capace di fare veramente delle cose per noi.»

Per concludere, Il Superiore generale ha affermato che egli non sa se ci sarà un riconoscimento canonico: «Andiamo o no verso un riconoscimento? Io non lo so, non penso, ma il Papa può sorprenderci. Questo sembra impossibile, ma egli l’ha già fatto più volte… Allora, noi dobbiamo continuare a pregare molto, a chiedere alla nostra Protettrice, la Santa Vergine Maria, di continuare a guidarci


unavox
 




domenica 26 febbraio 2017

Agli assassini della Liturgia


[GUELFISMO NERO] Agli assassini della Liturgia 

 

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Nota di Piergiorgio Seveso: chi è del “nostro giro” conosce quasi a memoria questo maraviglioso pezzo, degno di un infiammato quaresimalista, scritto dal musicologo Monsignor Domenico Celada nei primi anni della rivoluzione liturgica montiniana (giunta al suo compimento, dopo una progressiva descensus ad inferos, il 30 novembre 1969 – prima domenica d’Avvento). Il pezzo fu pubblicato su “Vigilia romana”, l’organo del movimento “Civiltà cristiana”: movimento e rivista che si dissolsero entrambi a metà degli anni Settanta. A quest’ultima collaborarono (o direttamente o indirettamente) molte penne note a chi ci legge: Monsignor Francesco Spadafora, padre Noel Barbara, il domenicano padre Luciano Cinelli, lo stimmatino padre Cornelio Fabro, il salesiano Don Giuseppe Pace, il francescano Antonio Coccia, l’abbè Louis Coache, Cristina Campo, l’allora padre Guerard Des Lauriers (futuro vescovo), alcuni cappellani militari (anche della RSI), altri laici come Fausto Belfiori, Tito Casini ed il suo direttore Franco Antico, poi arrestato durante le indagini per il “golpe Borghese”. Iniziativa coraggiosa e molto composita, vera manifestazione di quel variegato fronte anticomunista conservatore e monarchico che non seppe mai portare alle giuste conseguenze teologiche e ecclesiali il suo rifiuto della rivoluzione conciliare e quindi naturalmente ne venne triturato e si sfaldò in mille rivoli, spesso  contraddittori tra loro e ancor più spesso spurii e in ultima conniventi con quella rivoluzione che voleva combattere. Se “Vigilia romana” fu spazzata via per la sua intima e radicale debolezza (subendo anche l’onta suprema di una neutralizzazione post mortem come nel saggio di Giuseppe Brienza), va detto che oggi una rivista cattolica, con così grande spessore culturale, sarebbe impossibile (almeno nelle nostre terre) per la totale mancanza di ingegni e per la ancor più esiziale mancanza di coraggio in quel che resta del campo di Dio. Monsignor Celada, collaboratore anche de “Il tempo” e de “Lo Specchio”, presente alla stesura del “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” , pagò il suo coraggio con la perdita della cattedra di Gregorianistica alla Lateranense, morendo relativamente giovane negli anni Settanta, ma i suoi scritti rimangono a testimonianza di una passione per la difesa della Messa romana che non vien meno. Siano queste parole di terribile monito e di severa minaccia a chi oggi vuole barattare i brandelli di ciò che resta di una primogenitura con un piatto di lenticchie (argentine). 

Tratto da “Vigilia Romana”  Anno III, N. 11, Novembre 1971.
di Monsignor Domenico Celada
E’ da tempo che desideravo scrivervi, illustri assassini della nostra santa Liturgia. Non già perch’io speri che le mie parole possano avere un qualche effetto su di voi, da troppo tempo caduti negli artigli di Satana e divenuti suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce.
Non illudetevi, signori. Le piaghe atroci che voi avete aperto nel corpo della Chiesa gridano vendetta al cospetto di Dio, giusto Vendicatore. Il vostro piano di sovversione della Chiesa, attraverso la liturgia, è antichissimo. Ne tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, molto più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre ha già accolto nel suo regno. Ed io ricordo il vostro livore, il vostro ghigno beffardo, quando auguravate la morte, una quindicina d’anni fa, a quel grandissimo Pontefice che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poiché questi aveva compreso i vostri disegni e vi si era opposto con l’autorità del Triregno.
Dopo quel famoso convegno di “liturgia pastorale”, sul quale erano cadute come una spada le chiarissime parole di Papa Pio XII, voi lasciaste la mistica assise schiumando rabbia e veleno.
Ora ci siete riusciti. Per adesso, almeno. Avete creato il vostro “capolavoro”: la nuova liturgia. Che questa non sia opera di Dio è dimostrato innanzitutto (prescindendo dalle implicazioni dogmatiche) da un fatto molto semplice: è di una bruttezza spaventosa. E’ il culto dell’ambiguità e dell’equivoco, non di rado il culto dell’indecenza.
Basterebbe questo per capire che il vostro “capolavoro” non proviene da Dio, fonte d’ogni bellezza, ma dall’antico sfregiatore delle opere di Dio.
Si, avete tolto ai fedeli cattolici le emozioni più pure, derivanti dalle cose sublimi di cui s’è sostanziata la liturgia per millenni: la bellezza delle parole, dei gesti, delle musiche. Cosa ci avete dato in cambio? Un campionario di brutture, di “traduzioni” grottesche (com’è noto, il vostro padre, che sta laggiù non possiede il senso dell’umorismo), di emozioni gastriche suscitate dai miagolii delle chitarre elettriche, di gesti ed atteggiamenti a dir poco equivoci.
Ma, se non bastasse, c’è un altro segno che dimora come il vostro “capolavoro” non viene da Dio. E sono gli strumenti di cui vi siete serviti per realizzarlo: la frode e la menzogna. Siete riusciti a far credere che un Concilio avesse decretato la disparizione della lingua latina, l’archiviazione del patrimonio della musica sacra, l’abolizione del tabernacolo, il capovolgimento degli altari, il divieto di piegare le ginocchia dinanzi a Nostro Signore presente nell’Eucaristia, e tutte le altre vostre progressive tappe, facenti parte (direbbero i giuristi) di un “unico disegno criminoso”.
Voi sapevate benissimo che la “lex orandi” è anche la “lex credendi”, e che perciò mutando l’una, avreste mutato l’altra. Voi sapete che, puntando le vostre lance avvelenate contro la lingua viva della Chiesa, avreste praticamente ucciso l’unità delle fede. Voi sapevate che, decretando l’atto di morte del canto gregoriano della polifonia sacra, avreste potuto introdurre a vostro piacimento tutte le indecenze pseudomusicali che dissacrano il culto divino e gettano un’ombra equivoca sulle celebrazioni liturgiche.
Voi sapevate che, distruggendo tabernacoli, sostituendo gli altari con le “tavole per la refezione eucaristica”, negando al fedele di piegare le ginocchia davanti al Figlio di Dio, in breve avreste estinto la fede nella reale presenza divina. Avete lavorato ad occhi aperti. Vi siete accaniti contro un monumento, al quale avevan posto mano cielo e terra, perché sapevate di distruggere con esso la Chiesa. Siete giunti a portarci via la Santa Messa, strappando addirittura il cuore della liturgia cattolica. (Quella S.Messa in vista della quale noi fummo ordinati sacerdoti, e che nessuno al mondo ci potrà mai proibire, perché nessuno può calpestare il diritto naturale).
Lo so, ora potrete ridere per quanto sto per dire. E ridete pure. Siete giunti a togliere dalle Litanie dei santi l’invocazione “a flagello terremotus, libera nos Domine”, e mai come ora la terra ha tremato ad ogni latitudine.
Avete tolto l’invocazione “a spititu fornicationis, libera nos Domine”, e mai come ora siamo coperti dal fango dell’immoralità e della pornografia nelle sue forme più repellenti e degradanti. Avete abolito l’invocazione “ut inimicos sanctae Ecclesiae umiliare digneris”, e mai come ora i nemici della Chiesa prosperano in tutte le istituzioni ecclesiastiche, ad ogni livello.
Ridete, ridete. Le vostre risate sono sguaiate e senza gioia. Certo è che nessuno di voi conosce, come noi conosciamo, le lacrime della gioia e del dolore. Voi non siete neppure capaci di piangere. I vostri occhi bovini, palle di vetro o di metallo che siano, guardano le cose senza vederle. Siete simili alle mucche che guardano il treno. A voi preferisco il ladro che strappa la catenina d’oro al fanciullo, preferisco lo scippatore, preferisco il rapinatore con le armi in pugno, preferisco persino il bruto e il violatore di tombe. Gente molto meno sporca di voi, che avete rapinato il popolo di Dio di tutti i suoi tesori.
In attesa che il vostro padre che sta laggiù accolga anche voi nel suo regno, “laddove è pianto e stridor di denti”, voglio che voi sappiate della nostra incrollabile certezza: che quei tesori ci saranno restituiti. E sarà una “restitutio in integrum”. Voi avete dimenticato che Satana è l’eterno sconfitto.

mercoledì 8 febbraio 2017

Bergoglio prepara l'apostasia per via liturgica


Bergoglio prepara l'apostasia per via liturgica






Il prossimo 13 Marzo verrà celebrato un rito anglicano nella Basilica di San Pietro, che sarà quindi profanata con una cerimonia di una setta eretica e scismatica. La notizia è ufficiale. Si noti che a questa cerimonia parteciperanno in sacris anche dei ministri cattolici. 

Ma non basta: è allo studio una riforma della Messa, ad opera di una commissione segreta composta da ecclesiastici designati da Bergoglio e da pastori anglicani e luterani. Tale commissione dovrà eliminare dalla liturgia cattolica quegli elementi ancora sopravvissuti nel Novus Ordo - invero ormai pochi, rispetto alla Messa tridentina - in vista del raggiungimento di una comunione in sacris con gli eretici. Ovviamente, per far ciò, sarà la dottrina sul Santo Sacrificio ad esser oscurata ulteriormente, così come l'esplicita menzione delle finalità della Messa, il dogma della transustanziazione ed il Sacerdozio ministeriale. 

Al momento queste sono le notizie di cui dispongo, ma sono certo che vi sia chi dispone di maggiori informazioni. 

Inutile dire che questo progetto sacrilego, che reca un'offesa inaudita alla divina Maestà ed un incalcolabile danno alla salvezza delle anime, laddove venisse realizzato compirebbe la profezia di Daniele relativa all'abominazione della desolazione nel luogo santo (Dan 12, 11; Mt 24, 15; Mc 13, 14). 

Preghiamo perché i Sacri Pastori levino la voce a condanna di tali profanazioni. E noi preghiamo e facciamo penitenza, affinché l'ira di Dio ci risparmi.



Se qualcuno patrocina gli eretici, è un eretico egli stesso.
Papa Innocenzo III

Se qualcuno prega con gli eretici, è un eretico
Papa Benedetto XV

Se qualcuno prega con gli eretici, è un eretico
Papa Sant'Agatone

Se qualcuno non condanna gli eretici, sia anatema per lui
Papa Vigilio



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mercoledì 21 dicembre 2016

Buon Natale, ma a chi?




Buon Natale, ma a chi?
di  S. P.
L'albero è dei pagani, il presepe dei Cristiani: FATE  IL  PRESEPE !!!
 
La Redazione di www.salpan.org augura un Santo Natale,
ma non a tutti: lo augura soltanto
                        a coloro che credono nel Nostro Signore Gesù Cristo,
                        a coloro che credono che Gesù è Dio, l'unico Dio assieme al                                                                         Padre e allo Spirito Santo.
Non lo augura quindi
    - agli ebrei che non riconoscono la divinità di Gesù,
    - ai musulmani che pongono il nostro Dio Gesù al di sotto del loro Maometto,
    - a tutti coloro che, per consumismo o per ignoranza, antepongono Babbo Natale a Gesù Bambino,
    - a tutti coloro che, affetti dalla peste dell'ecumenismo, tacciono o negano o mettono in dubbio la verità rivelata...
Per tutti costoro (ebrei, musulmani, consumisti, ignoranti e appestati ecumenisti) la Redazione di www.salpan.org chiede a Gesù Bambino la conversione.
Che il 2016 sia per tutti un anno che ci veda orgogliosi del nostro Cristianesimo e della Croce di N.S. Gesù Cristo !

Cliccare sull'immagine per ingrandirla
       Avevamo appena inviato [nel Dic. 2009] questi nostri auguri, che subito ci è pervenuta qualche critica avvelenata e sicuramente generata da mancanza di riflessione, non volendo almeno in questa circostanza tacciare i nostri critici (appena tre in verità) di malafede e di ignoranza. Sicché ci vediamo costretti a spiegare il nostro pensiero, nonostante la sua ovvietà e chiarezza.
       Vorremmo chiedere se avrebbe senso dire Buon Natale a uno scintoista, a un induista, a un buddista...: rimarrebbero interdetti e non capirebbero il perché del nostro augurio. Natale di chi? o di cosa? Del Bambin Gesù?! Un Gesù che non conoscono, nel quale non credono? Ma loro tutt'al più festeggeranno la nascita del loro dio o del loro profeta!
       Quindi non ha senso ed è fuori luogo fare gli auguri di Buon Natale a loro.




       E che senso avrebbe dire Buon Natale agli ebrei? a loro che non credono assolutamente in Gesù! a loro che lo dissero bestemmiatore sol perché si era proclamato Figlio di Dio! a loro che vedono Gesù come fumo negli occhi!... Noi pensiamo che dire a loro Buon Natale equivale a volerli offendere, e noi crediamo che non sia giusto offendere gli ebrei! Loro rifiutano N.S. Gesù Cristo? Lasciamoli stare! Che credano quel che vogliono, non imponiamo loro il nostro credo...

       E che senso avrebbe dire Buon Natale ai musulmani? a loro che reputano una bestemmia il dire che Gesù è Figlio di Dio, perché il loro Allah non ha figli! a loro che ritengono Gesù sì un profeta, ma di gran lunga inferiore a Maometto!...
       Insomma di quale Gesù parliamo quando diciamo Buon Natale? Parliamo di un uomo qualunque (e in tal caso non vedo cosa possa interessare agli altri) o parliamo dell'Uomo-Dio, del Dio in cui noi crediamo? Ma in questo caso con il nostro Buon Natale non andiamo a disturbare e offendere coloro che con esplicite motivazioni non credono assolutamente nella divinità di Nostro Signore Gesù Cristo?
       Che sia chiaro, noi non vogliamo offendere nessuno: Gesù lo predichiamo, ma non lo imponiamo, desideriamo la conversione degli infedeli, ma non li costringiamo a festeggiare il Dio in cui non credono.

       Che senso ha dire Buon Natale a chi crede che il Natale sia la venuta di Babbo Natale? Tant'è che gli evoluti bambini di oggi le letterine non le scrivono più a Gesù Bambino, ma a Babbo Natale! Gesù Bambino non lo conoscono affatto, non interessa loro, non lo cercano, a loro basta un albero, un alberello, sotto al quale Babbo Natale possa deporre i suoi doni. Per questa gente Natale è la festa del regalo! Non c'è Natale senza regalo! E siccome nel nostro tempo è una faticaccia scrivere letterine... per giunta senza la rintracciabilità della consegna, sull'esempio americano (noi popolo di copioni), materializziamo Babbo Natale, anzi ne facciamo la moltiplicazione e ce lo troviamo ovunque, in ogni angolo, in ogni via, in ogni piazza, pronto a ricevere le letterine di tanti poveri bimbi che, evoluti, ormai non credono più in Gesù Bambino, ma credono in Babbo Natale! Gesù, il Figlio di Dio fatto uomo non c'entra più, manco come ferro vecchio!

       Il Natale quindi è diventato un affare, un'occasione per comprare, un'occasione per vendere. Di Gesù non si parla affatto! Siate sinceri, cari critici, e diteci quanti, augurando il Buon Natale, pensano a Gesù Bambino? E a questa gente ignorante (nel senso che non conosce Gesù Bambino) volete che noi diciamo Buon Natale nel senso cristiano del termine? Non sarebbe preferibile e più giusto dire loro Buona Compera, Buona Vendita, Buon Regalo, Buon Divertimento?... a meno che, o cari critici, per Natale non intendiate appunto la Compera, la Vendita, il Regalo, il Divertimento... Fate pure e intendete quel che volete, noi con il termine Natale continuiamo ad intendere Gesù Bambino, con tutte le conseguenze che il nostro credere comporta. Noi quindi non pensiamo all'albero, facciamo il presepe, pensiamo sì ai regali (alle compere e alle vendite), ma solo un tantino e pensiamo soprattutto alla nostra anima, a Gesù Bambino, a quel Bambino Figlio di Dio e Dio egli stesso che si fa uomo per amor nostro, per redimerci dal peccato... Per noi il Natale è una festa religiosa, essenzialmente religiosa. Per noi il Natale è soltanto quello del N.S. Gesù Cristo.

       Che senso ha fare gli auguri di Buon Natale agli ecumenisti? a coloro cioè che, amando gli altri più di N.S. Gesù, ignorano volutamente i diritti di Dio e della Verità, volutamente pongono sullo stesso piano Dio e i Suoi nemici, la Verità e l'errore, la Religione e le sette!... Loro han forse dimenticato l'ammonimento di Gesù: «Chi ama il padre o la madre più di me, non è degno di me; e chi ama il figlio o la figlia più di me, non è degno di me (1)». Forse perché amano il quieto vivere, quel buonismo che li fa andar d'accordo con tutti..., Gesù però ha detto: «Io sono venuto a mettere in discordia il figlio col padre, la figlia con la madre e la nuora con la suocera;  e i nemici dell'uomo saranno i suoi familiari»(2). E Gesù è chiarissimo: «Non pensate che io sia venuto a portar la pace sulla terra; non son venuto a portar la pace, ma la spada»(3).
       Gli ecumenisti invece amano la pace, ma non quella di Gesù, bensì quella del mondo, e per amore del mondo pongono sullo stesso piano il Dio vero e gli dèi falsi e bugiardi, rinunciano alla loro missione di predicare la buona novella (loro vogliono la Chiesa non più missionaria) e preferiscono tacere sui diritti dell'unico Dio, ma Gesù li avverte: «Chi mi avrà rinnegato davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio, che è nei cieli»(4).
       Noi al contrario degli ecumenisti vogliamo continuare ad avere la Chiesa missionaria, anche a costo del non-quieto vivere, a costo di dispiacere qualcuno, a costo della nostra stessa vita, perché Gesù ci assicura: «Chi terrà da conto la sua vita, la perderà, e chi l'avrà perduta per causa mia, la ritroverà»(5).


(1) Mt 10, 37

(2) Mt 10, 35-36
(3) Mt 10, 34


(4)
Mt 10, 32-33

(5) Mt 10, 39
       A questo punto vediamo un po' cosa dicono i nostri critici. Lo facciamo come al nostro solito: nella colonna di destra, su fondo celeste riportiamo le parole testuali di chi ci scrive, a sinistra su fondo giallo le nostre osservazioni.
       Noi davanti alla culla del Dio Incarnato per quei tali che non credono in Lui o che lo calpestano poniamo una preghiera: che Gesù Bambino li converta, lo abbiamo scritto chiaramente. E il nostro non-augurio non può certo essere definito una bestemmia al buon senso, infatti è frutto del buon senso, come abbiamo chiarito sopra, perché non ha senso dire Buon Natale a chi non crede in Gesù Bambino; né tanto meno può essere considerato una bestemmia contro la Fede, perché è appunto a causa della Fede che non possiamo fare gli auguri a chi la Fede non l'ha.
Il chierico (!) A.F. scrive:
non sono per niente d'accordo con le idee che propugnate e che portate avanti (addirittura fino ad arrivare a deporre davanti alla culla del Dio Incarnato un messaggio di non-auguri per alcuni.... una bestemmia non solo al buon senso, ma anche alla nostra Fede.
       È proprio quello che raccomandiamo al nostro chierico, come gli abbiamo dimostrato alle note 1, 2, 3, 4 e 5. Speriamo solo che la Sacra Scrittura usata da lui sia quella Cattolica. Gradiremmo comunque sapere a quali passi egli si riferisce e che noi non abbiamo ripassato.
Forse una ripassatina alla Scrittura non farebbe male: io ne traggo sempre grande beneficio!).
       Grazie a Dio, anche il nostro chierico ha capito che noi vogliamo (non vorremmo) «far trionfare il Cristianesino [con la C maiuscola] ad ogni costo». Sì, perché noi crediamo veramente in Gesu Cristo, e perciò, coerentemente, vogliamo Cristo e il Cristianesimo in noi, nelle nostre famiglie, nei nostri paesi, nelle nostre regioni, nei nostri Stati. Noi non riusciamo a separare la religione dallo Stato, così come vogliono e propugnano i massoni, noi siamo per uno stato Cristiano e cattolico. E non si scandalizzi il nostro per la nostra avversione alla laicità: è questione di coerenza! Così, come un comunista vuole uno Stato comunista, come un liberale vuole uno Stato liberale... così noi cristiani vogliamo uno Stato Cristiano! Amiamo la coerenza!
       Quanto poi alla lotta armata, se è necessaria, non per imporre il nosttro credo, ma per la difesa della nostra santa Religione, per i diritti di Dio, noi l'accettiamo e la combattiamo volentieri, a costo della nostra stessa vita, perchè questo è il nostro dovere e perché «chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la ritroverà».
       Pensiamo poi all'assurda posizione di tanti moderni pacifisti: gridano "no alle guerre di Religione", ma poi accettano e fanno quelle per la democrazia, questa illustre prostituta che se la fa con comunisti, socialisti, liberali e democratici di tutte le tinte e viene considerata migliore e superiore alla Religione e a Dio stesso! Noi cattolici coerenti accettiamo e preferiamo la guerra di Religione, nei termini che abbiamo chiarito.
Con questi sentimenti di delusione e speranza che le posizioni di coloro che vorrebbero far trionfare il cristianesimo ad ogni costo (anche della lotta armata)
       Noi, invece, facendo un atto Fede e di Speranza, desideriamo non cambiare e vogliamo restare fedeli alla culla di Betlemme, mentre ricordiamo al nostro chierico (che tanto invoca la Scrittura) che il Sangue di Gesù è sparso non per tutti, ma per MOLTI, parola di Gesù in persona!!! Veda Mt 26, 28; Mr 14, 24; Lc 22, 20.
cambino, proprio iniziando dalla culla di Betlemme e dal Sangue sparso PER TUTTI, ancora una volta prometto preghiera per voi e auguro un Santo Natale di conversione!
       Abbiamo dimostrato ampiamente che così non è: per favore, rilegga quanto qui abbiamo scritto. Il Natale è solo per chi crede in Gesù Bambino, vero Dio e vero Uomo.
Un altro critico, certo P.P. scrive: «Mi spiace, ma il buon Natale vale per tutti».
       Questa è la forza delle opinioni del Sig. MR: non sa argomentare, vuole solo offendere, e senza motivare l'offesa. Noi lo ringraziamo, perché sta scritto: «Beati voi, quando vi oltraggeranno, e mentendo, diranno di voi ogni male per causa mia; rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5, 11-12).
Un terzo, certo M.R., sintetizza tutta la sua critica in una offesa: «poveri imbecilli» e non scrive altro
S.P.

da :http://www.salpan.org/Index2.htm


FSSPX; le S. Messe del periodo natalizio








dal 24 dicembre al 8 gennaio


Cari fedeli, a Voi e alle Vostre famiglie auguriamo un Natale Santo, ricco di Grazie.
Che il Bambin Gesù, venuto per regnare, posa prendere possesso sempre più dell'anima nostra ed infiammarla del suo amore; possa Egli suscitare anime intelligenti, generose e combattive contro le forze del male; ci dia la Grazia di vedere una vera restaurazione nella Chiesa ed il ritorno dell’Italia e dell'Eruopa alla professione della fede Cattolica.
 All'interno gli orari delle celebrazioni nataliazie.
I sacerdoti sono disponibili per le confessioni:
_ mezz'ora prima della S. Messa;
_ La Vigilia di Natale, dalle ore 23:00.

Per maggiori dettagli ed informazioni vedere i Priorati di riferimento: A, Albano Laziale (Roma); M, Montalenghe (Torino); R, Rimini; S, Silea (Treviso).

 dom. 25 dicembre - S. Natale di Nostro Signore
S. Messa della Notte
ore 00.00 - Montalenghe (Torino) - Seregno (Milano) - Ravanusa (Agrigento)   - M
- Lanzago di Silea (Treviso) - Verona - Ferrara   - S
- Rimini   - R
- Albano Laziale (Roma) - Vigne di Narni (Terni) - Napoli   - A
S. Messa dell'Aurora
ore   7.30 - Ravanusa (Agrigento)   - M
ore   8.00 - Lanzago di Silea (Treviso)   - S
- Rimini   - R
- Albano Laziale (Roma) - Napoli   - A
ore   8.15 - Seregno (Milano)   - M
ore   8.30 - Montalenghe (Torino)   - M
S. Messa del Giorno
ore 10.00 - Seregno (Milano)   - M
ore 10.30 -  Lanzago di Silea (Treviso) - Trento - Ferrara   - S
- Rimini   - R
- Albano Laziale (Roma) - Vigne di Narni (Terni)   - A
ore 11.00 - Torino - Ravanusa (Agrigento)   - M
- Roma (città) - Barletta (Via delle querce 108)   - A

dom. 01 gennaio - Ottava di Natale
ore 08.30 - Montalenghe (Torino)   - M

ore 10.00 - Seregno (Milano)   - M
ore 10.30 - Lanzago di Silea (Treviso) - Ferrara   - S
- Rimini   - R
- Albano Laziale (Roma) - Vigne di Narni (Terni)   - A
ore 10.45 - Palermo   - M
ore 11.00 - Torino   - M
- Roma (città) - Napoli   - A
ore 17.30 - Rimini   - R
ore 18.00 - Verona   - S
ore 19.00 - Ravanusa (Agrigento)   - M


ven. 06 gennaio - Epifania di N.S.
ore  8.00 - Rimini   - R
ore 08.30 - Montalenghe (Torino)   - M
ore 10.00 - Seregno (Milano)   - M

ore 10.30 - Lanzago di Silea (Treviso) - Ferrara   - S
- Rimini   - R
- Albano Laziale (Roma) - Vigne di Narni (Terni)   - A
ore 11.00 - Torino   - M
- Roma (città) - Napoli   - A
ore 18.00 - Verona   - S


dom. 08 gennaio - La Sacra Famiglia
ore  8.00 - Rimini   - R
ore 10.30 - Lanzago di Silea (Treviso) - Ferrara   - S
- Rimini   - R
- Albano Laziale (Roma) - Vigne di Narni (Terni)   - A
ore 11.00 - Roma (città) - Napoli   - A
ore 18.00 - Verona   - S